Muay Thai

La
Muay Thai (in
lingua
thailandese มวยไทย) nota anche come
Thai Boxe
o
Boxe Thailandese, è uno
sport da
combattimento che ha le sue origini nella
Mae Mai Muay
Thai, antica tecnica di lotta thailandese.
La
Mae Mai Muay Thai studia combattimenti sia con le armi che
senza ed era utilizzata dai guerrieri thailandesi in
guerra,
qualora avessero perso le armi.
Attualmente il termine Muay Thai
oggi identifica prevalentemente
l'aspetto sportivo dell'arte marziale.
La Muay Thai ha origine
nell’antico
regno
del Siam
(attuale
Thailandia),
come per il resto delle altre arti
marziali, le sue origini si perdono nel più remoto e misterioso passato
fatto di guerre e razzie (l’invasione nella città d’
Ayutthaya
da parte del popolo Birmano ai danni di quello Siamese, che provocò la
distruzione di gran parte degli archivi storici e culturali anche per
questo motivo le notizie che abbiamo in nostro possesso non si possono
considerare attendibili al cento per cento perché gli storici si
dovettero basare sui pochi scritti salvati dalle ripetute invasioni e
sulle storie tramandate oralmente dai padri ai figli). Sulla controversa
storia di questo popolo e la misteriosa nascita della Muay Thai
esistono due teorie, la prima sostiene che il popolo degli Ao – Lai fu
costretto a difendersi dai continui attacchi dei predoni e dei popoli
che li vedevano attraversare il loro territorio durante il periodo
migratorio (Tibetani, Bruma,
Cina,
Khmer, Birmani e altri), la seconda afferma che
il popolo degli Ao – Lai era già presente in quei territori e che doveva
difendersi dalle invasioni dei popoli confinanti.
Prendendo in
considerazione la prima teoria si narra che tutto abbia
avuto origine circa 2000 anni fa dalla tribù degli AO-LAI, che intorno
all’anno
200 a.C.
migrarono dal nord dell’
India
fino
al
fiume
Mekhong
per poi raggiungere quello che sarebbe diventato il regno del Siam,
passando attraverso il
Tibet
orientale, a sud delle ricche vallate dello
Yannan
nella Cina
meridionale da dove si spostarono in tutte le direzioni arrivando fino
ai confini dell’impero per poi puntare di nuovo verso sud; a questo
punto il popolo degli Ao - Lai si divise in tre gruppi:
- Gli
Shan, che si diressero nella parte settentrionale di Burma
- Gli Ahom,
che si diressero ad est fino al Vietnam
- Gli Ao –
Lai, che mantennero il nome e si diressero verso la terra
che sarebbe diventata la loro patria, il "Regno del Siam”
Possiamo
quindi affermare che in difesa del proprio popolo gli Ao –
Lai crearono uno stile di combattimento che prevedeva l’uso delle armi e
il combattimento corpo a corpo chiamato
Krabi
Krabong. Intorno al
1700
i due differenti stili di combattimento si
scissero e divennero;
- Krabi Krabong, lo stile che prevedeva
l’uso delle armi (spada,
lancia, giavellotto,
pugnale, bastone).
- Muay Thai, lo stile di combattimento corpo a
corpo che prevedeva
l’uso dei gomiti, dei pugni, dei calci, delle ginocchia, della testa e
della lotta.
La storia di quest’antica
arte
marziale va di pari passo con la storia della nazione e di
conseguenza anche la Muay Thai nel corso degli anni ha subito notevoli
cambiamenti fino a raggiungere la sua forma ultima conosciuta oggi.
Seguendo questo percorso storico si può constatare che come tutte le
arti marziali anche la Muay Thai ha avuto origine nel tempio cinese
Shaolin,
e le sue prime tracce si possono collocare in un periodo storico
chiamato Pre – Sukhothai (
200
a.C. –
1238) e
attribuire ai monaci buddisti indiani, che furono mandati nella regione
chiamata Suvarnabhumi (regione che si estendeva dal
Myanmar meridionale –
Birmania – attraverso la
Thailandia
centrale fino alla
Cambogia
orientale).
Contemporaneamente iniziò la migrazione del popolo
degli Ao – Lai con
un inesorabile incontro con le popolazioni locali dove vi fu
un’integrazione e scambio culturale e iniziò la diffusione della Muay
Thai. Dopo il periodo storico Pre – Sukhothai ci fu l’era Sukhothai
(1238 –
1377),
la città divenne la capitale del Siam e assunse anche una grande
importanza religiosa. In questo periodo la Muay Thai era conosciuta come
Mai Si Sok, divenne fondamentale per i soldati in tempo di guerra,
mentre era usata come sistema di difesa e come allenamento per tenersi
in costante forma in tempo di pace. Sempre in questi anni il re
Ramkamheng
scrisse il
Tamrab
– Pichei – Songkram, il libro per imparare l’arte della guerra.
In
seguito la
Mai
Si Sok
prese il nome di
Pahuyuth
nell’era
Ayutthaya (1377 –
1767).
La capitale del regno diventò la città
d’Ayutthaya e la Pahuyuth divenne fondamentale nelle innumerevoli guerre
contro il popolo birmano, diventando anche un elemento fondamentale per
elevare la propria posizione sociale in quanto era praticata oltre che
nei villaggi anche e soprattutto intorno alle corte della famiglia
reale. Gli stessi re affascinati e rapiti dalla bellezza della Pahuyuth
decisero di praticarla, e così la soprannominarono“l’arte dei re”. I più
leggendari furono
Naresua
il
Grande (
1590
–
1605,
durante il suo regno il popolo siamese fu soprannominato “il popolo
delle otto braccia”) e
Phra
Chao Sri Sanpetch VIII, conosciuto in seguito come
Phra Buddha
Chao Sua (in
italianoil
Re Tigre) per la ferocia
in combattimento (
1703 –
1709). In questo
periodo particolare possiamo assistere
ad una prima fase importante della trasformazione della Pahayuth verso
la Muay Thai sportiva contemporanea.
Prima di allora era
considerata esclusivamente come sistema di
combattimento utilizzato in guerra, fu poi utilizzata anche come un
efficace sistema di difesa, per poi passare ad una forma sportiva che
prese il nome di
Dhee
Muay o
Dhoi
Muay. I
contendenti si affrontavano davanti ad un pubblico in occasione di
celebrazioni religiose o di festività ed i duelli si svolgevano
all’interno delle corti o delle piazze. Questi incontri non avevano
limiti di tempo, non avevano categorie di peso e i contendenti si
affrontavano senza protezioni. Gli incontri finivano per KO per morte
dell’avversario o per resa e molto spesso erano costretti ad affrontare
più incontri nella stessa giornata. I sovrani rimasero talmente
ammaliati dalla Pahuyuth che crearono un particolare plotone che
sviluppò la Muay Luang una forma di Pahuyuth molto tecnica e sofisticata
che serviva alla protezione della famiglia reale e alla difesa della
patria. Gli ufficiali di questo plotone prendevano il nome di
Dhamruot
Luang,
Gong
Tanai
Luak o
Grom
Nak Muay.
Solo in seguito, quando ormai gli incontri erano
all’ordine del
giorno, fu introdotto per esigenza l’uso dei
Kaad
Chiek,
protezioni per avambracci e mani fatte di corda di canapa non raffinata
che oltre a proteggere l’atleta servivano ad aumentare l’incidenza dei
colpi con i
Gon
Hoi (aggiunte
di corda di canapa sulle nocche che formavano delle protuberanze).
L’efficacia dei colpi fu aumentata ulteriormente bagnando i Kaad Chiek
prima degli incontri, cosi con la fase d’asciugatura, le corde di canapa
s’indurivano maggiormente. Solo in alcune circostanze si narra che con
il consenso dei combattenti i Kaad Chiek venivano immersi nella resina, o
in un qualsiasi altro tipo di sostanza collosa, per poi cospargerle di
materiale abrasivo come frammenti di vetro o di pietra, rendendo cosi le
mani armi micidiali. Solo in seguito furono introdotte, al posto dei
Kaad Chiek, i bendaggi in corda con dei nodi sulle nocche per poi
passare ai guantoni. In questi anni grazie alla pratica della Pahuyuth
l’esercito Thai fu molto temuto dai popoli vicini, ma questo non fermo
la Birmania che nel 1767 riuscì a conquistare la città d’Ayutthaya dando
origine alla leggenda più famosa della Thailandia, la "leggenda di Nai
Khanom Thom".
Nelle tre successive fasi storiche, era Thombury
(1767 –
1782), 1°
periodo Rattanakosin (1782 –
1868)
e 2° periodo Rattanakosin (1868 –
1925). La
capitale del Siam fu trasferita lungo le rive del
fiume
Chao
Phraya, chiamandosi prima
Krung
Rattanakosin, più tardi Krung Thep Mahanakorn, per poi diventare in
fine l’attuale
Bangkok.
Nell’era Rattanakosin la Pahayuth prese il
nome di Mae Mai Muay Thai o Mai Muay Thai e durante questo periodo vive
la sua consacrazione. Talmente era entrata nella vita del popolo la Mae
Mai Muay Thai fu introdotta nelle scuole come materia di studio e vi
rimase fino al
1921.
In questi anni tutti volevano praticare la Mae Mai Muay Thai: ricco,
povero, vecchio, giovane, ogni paese organizzava delle celebrazioni,
delle feste tutto per fare dei combattimenti. Questo comportò un
inevitabile confronto fra combattenti di diverse regioni, i quali
avevano un proprio stile di combattimento che cambiava da regione a
regione. Secondo una ricostruzione storica tre furono le correnti di
stili regionali più importanti che influenzarono la Muay Thai moderna;
Korat,
Lopburi e
Chaya.
Il Korat
era uno stile di combattimento che prevedeva una guardia
bassa e molto stabile con colpi di pugni e calci molto potenti, eseguiti
in combinazione di due o tre colpi. Erano usati dei Kaad Chiek che
coprivano l’atleta per l’intera lunghezza dell’avambraccio, cosi facendo
si aumentava l’efficacia dei colpi in attacco e migliorava notevolmente
la difesa.
Il Lopburi era uno stile di combattimento basato sulla
velocità e
sulla precisione d’esecuzione di una sequenza di quattro, cinque colpi.
La guardia a differenza dello stile Korat è molto alta e meno stabile
ciò permette una maggiore agilità, (caratteristiche principali dello
stile Hanuman). I Kaad Chiek ricoprivano solo le mani con dei rinforzi
sulle nocche (gon hoi).
Il Chaya era uno stile che prevedeva colpi
di gomito, ginocchio,
tecniche di pugno e di calci, colpi d’incontro con continui spostamenti
laterali, arretramenti e avanzamenti. I Kaad Chiek coprivano interamente
gli avambracci e le mani e sulle nocche erano presenti dei rinforzi
(gon hoi).
Nonostante si considerino solo questi tre stili, se ne
può
considerare un quarto il Muay Pra Na Korn. Questo stile deriva dalla
fusione dei tre precedenti (avvenuta nell’era Rattanakosin durante
l'ascesa a capitale di quella che oggi conosciamo come Bangkok).
L’esecuzione dei colpi poteva essere molto veloce o molto potente, anche
la guardia poteva cambiare in base all’evolversi del combattimento. I
Kaad Chiek coprivano interamente le mani e gli avambracci. In questo
periodo furono costruite le prime arene permanenti per i combattimenti,
solo dopo il 1925 si sviluppò la necessità di avere delle regole ben
precise. S’introdussero, solo dopo il
1945, le
categorie di peso, i round, i guantoni per proteggere le mani e la
conchiglia
per i genitali (all’inizio fatta di corteccia poi passò ad una
conchiglia di mare avvolta in un panno per poi diventare quella che si
usa oggi giorno), gli incontri si spostarono sui ring e si abbandonarono
le strade e le piazze.
Dopo le arene furono costruiti gli stadi,
fra i più importanti ci
sono il Rajadamnern Stadium (costruito fra
1941 e il 1945
ed inaugurato il
23
agosto dello stesso anno) e il Lumpinee Boxing
Stadium (costruito nel dopo guerra e inaugurato l’
8
dicembre del
1956).
La Mae Mai Muay Thai prese definitivamente il
nome Muay Thai nel periodo in cui il regno del Siam ebbe il passaggio da
monarchia assoluta a monarchia parlamentare (
24
giugno1939)
che portò alla nascita del regno della Thailandia ("terra degli uomini
liberi"). Durante la
Seconda
guerra mondiale torna di
nuovo aa chiamarsi Siam per poi diventare di nuovo e permanentemente
Thailandia nell’
11
maggio1949. Solo
dopo gli
anni settanta
la Muay Thai fu conosciuta e praticata nel mondo
occidentale, e comincia ha diffondersi a livello internazionale ed
europeo.
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Difesa Personale
Autodifesa, o
Difesa Personale, è la capacità propria
di saper gestire (o evitare) una disputa (non necessariamente
violenta)
tra individui che, per svariati motivi, possono giungere ad uno
scontro.
È molto diffusa l'opinione che la difesa personale sia solo un
insieme di tecniche ed insegnamenti atti ad atterrare un avversario
prima che sia lui a farlo, confondendo l'autodifesa con lo
street
fighting. In realtà la difesa personale comprende sia tecniche
fisiche per la difesa dalle aggressioni, sia tecniche psicologiche.
Sistemi
di difesa personale
Le attività rivolte al miglioramento della difesa personale sono
molte.
Si evidenziano:
- studio di arti marziali
specializzate nell'autodifesa quindi non sportive
- studio approfondito del corretto atteggiamento mentale
- uso di articoli dissuasivi
- controllo della paura
Per quanto riguarda lo studio delle arti marziali non ci sono
prescrizioni particolari, tranne la sana costituzione certificata da un
medico.
Per quanto riguarda gli articoli dissuasivi come
spray e
Taser, non
ci sono prescrizioni particolari, anche se in
Italia vi
sono problemi legali nel porto e nell'utilizzo di questi dispositivi.
Lo studio della difesa personale si distingue da quello delle
arti marziali per una serie di motivi, primo tra
tutti il fine. Chi pratica un'arte marziale, non ricerca più un metodo
di difesa dalle aggressioni ma un'attività sportiva, nonostante in
origine fossero arti di combattimento che prevedevano l'offesa e la
difesa anche contro attacchi portati con armi. Si può affermare quindi
che, attualmente, le arti marziali sono praticate per attività sportive
agonistiche o amatoriali, per filosofia o religione. Le tecniche di
difesa personale, invece, sono studiate proprio per raggiungere il fine
di sconfiggere un'aggressione. Esse comunque prendono spunto da molte
arti marziali come ad esempio il
Ju-Jitsu, il
Judo, l'
Aikido, il
Karate
o il
Kung fu, oppure da sistemi di combattimento come
il
Jeet Kune Do, il
Wing
Chun, il
Krav Magaisraeliano,
il
Thieu lamVietnamita,
il
Kali
filippino o i più recenti sistemi di autodifesa
Keysi
Fighting Method,
Total Fighting,
Goshin e
Kombato.
Anche se la maggior parte delle arti marziali mettono particolare
enfasi agli argomenti di difesa personale, molte di queste non sono
adatte a tale scopo in quanto non prevedeno il combattimento libero.
La prevenzione è un concetto fondamentale dell'autodifesa, e per
questo viene incluso negli studi di queste tecniche. La prevenzione
serve ad evitare inutili situazioni di rischio per la persona. Può
sembrare un'ovvietà, ma spesso questo concetto non è compreso
immediatamente da chi si avvicina per la prima volta ad una scuola di
difesa personale. Il detto "Prevenire è meglio che curare" può
essere adottato anche in questo campo.
Il
killer instinct, letteralmente
istinto
omicida, è quel rapporto che si deve sviluppare affinché si affronti nel
modo corretto uno scontro.
Bisogna però soffermarsi a spiegare il significato di questa parola.
Sviluppare il
killer instinct non vuol dire nutrire odio nel
prossimo e provare piacere nel farlo soffrire. Questo è semplicemente il
termine inglese con il quale ai reparti speciali viene spiegato il
concetto di istinto di
sopravvivenza.
Può voler dire di
non tirarsi mai indietro di fronte alle difficoltà,
la sopravvivenza propria e dei propri cari viene prima di tutto.
Paul
Vunak, un famoso istruttore di reparti speciali americani, in una
sua intervista disse: "...se devo combattere, io combatto. Se devo
uccidere, io uccido. Se devo fuggire, io fuggo." Il killer instinct è un
concetto particolarmente complicato da comprendere, proprio di certi
modelli di scuole di autodifesa, destinato alla formazione psicologica e
al corretto utilizzo delle tecniche che verranno poi imparate. Molto
spesso viene assimilato male, galvanizzando l'allievo e ottenendo così
un effetto controproducente.]
La difesa personale deve essere vista come una cultura di prevenzione
adatta a tutti. Lo studio di un'arte di difesa prima di tutto intende
dare fiducia in sé stessi ed una conoscenza dei rischi e delle violenze,
l'atteggiamento di una coscienza preventiva di qualsiasi attacco.
L'attività di difesa personale parte da due filosofie essenziali:
- essere preparati
- serve solo per difesa e mai per offesa
A differenza delle tecniche di combattimento sportive, quelle di
difesa personale si differenziano per due caratteristiche fondamentali:
- l'applicazione: devono cioè essere eseguite nel modo più
efficace possibile, e soprattutto non ci sono esclusioni di colpi;
- la durata: mentre l'allenamento sportivo prepara l'atleta ad
affrontare incontri molto lunghi, suddivisi magari in più round, quello
di autodifesa prepara l'allievo ad affrontare scontri che magari possono
durare pochi secondi. Lo scopo non è ovviamente quello di totalizzare
più punti dell'avversario, ma quello di terminare lo scontro a proprio
favore e nel più breve tempo possibile.
Le tecniche di difesa dalle aggressioni fisiche sono molteplici e
variano da scuola a scuola. Tutte però hanno in comune la ricerca della
semplicità di esecuzione e l'efficacia. È importante che una tecnica di
difesa entri nella memoria fisica di chi la esegue, cioè deve essere
eseguita spontaneamente; la tecnica non deve essere pensata, deve essere
eseguita e basta, come se il corpo reagisse per istinto. Non esiste una
tecnica in assoluto più efficace di altre, ma esiste una linea guida da
seguire affinché la tecnica utilizzata lo possa diventare. Le più
diffuse sono:
- cercare di mantenere l'iniziativa, incalzando l'avversario per non
dargli il tempo di reagire e possibilmente di attaccare;
- puntare alle parti anatomiche più esposte e delicate (per es. occhi,
naso, genitali);
- ogni parte del corpo può diventare un'arma, senza dimenticare che
praticamente qualsiasi oggetto può essere usato allo stesso scopo.
Attacchi utili:
- colpi al naso: cercare di colpire l'avversario sul naso, così
da guadagnare momenti utili per fuggire oppure per sferrare un colpo ai
genitali, cosi da finire definitivamente l'avversario.
- colpo ai genitali: cercare di colpire con un calcio o una
ginocchiata i genitali dell'avversario, così da finirlo definitivamente.
- calcio al ginocchio: se portato frontalmente poco sopra il ginocchio,
può portare alla rottura dei legamenti dello stesso. Se viene portato
un colpo a girare sul lato del ginocchio, può provocare la fuoriuscita
della rotula e il Ko dell'avversario.
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Mixed Martial Art - Arti Marziali Miste
Le
arti marziali miste (
AMM; spesso indicate con
l'equivalente
ingleseMixed martial arts ,
MMA
o
portogheseValetudo) sono uno sport di combattimento a
contatto pieno in cui è permesso utilizzare tecniche e colpi di diverse
arti marziali/sport di combattimento.
Il combattimento di MMA si svolge sia in piedi che a terra con
l’utilizzo di tecniche sia di grappling (portate a terra,
strangolamenti, leve articolari) che di striking (pugni, calci,
gomitate, ginocchiate). Questo sport permette ad atleti di diverse arti
marziali/sport di combattimento di competere tra di loro.
Nel combattimento di MMA gli atleti possono vincere per KO,
submission (sottomissione) o per decisione dei giudici. Attualmente la
più importante organizzazione almondo di tornei di MMA è l'americana
Ultimate Fighting Championship
(
UFC).
Le arti marziali miste seguono, nello spirito, la tradizione del
pankration, l'antica lotta greca. I
Greci antichi introdussero questa disciplina nei
Giochi olimpici nel
648 a.C.,
e alcune manifestazioni pubbliche di combattimenti si ebbero ancora
alla fine del
XIX secolo. Questi ultimi combattimenti erano
scontri di lotta libera nei quali ogni tecnica era ammessa, dalla
lotta
greco-romana alla
lotta libera, dal
jujitsu alla
luta
livre e così via.
Dopo la
Prima guerra mondiale, gli scontri di
lotta seguivano due filoni principali. Da una parte vi erano le
competizioni cosiddette "reali", con combattimenti violenti, dall'altra
parte gli scontri hanno iniziato a seguire coreografie, trasformandosi
in veri e propri spettacoli, con professionisti che erano al tempo
stesso
atleti
e
attori.
In Giappone, nell'ottava decade del ventesimo secolo,
Antonio
Inoki organizzò una serie di gare di MMA, dalle quali nacquero
prima lo Shootwrestling e, successivamente, le prime organizzazioni di
arti marziali miste giapponesi, conosciute come Shooto. Lo stile di
lotta "Catch Wrestling" influenzo' molto la nascita dello
Shooto/Shootwrestling. Famosi lottatori di Catch come Karl Gotch e Billy
Robinson furono tra gli istruttori di Antonio Inoki, Tatsumi Fujinami,
Yoshiaki Fujiwara, Satoru Sayama (meglio noto come "Tiger Mask"), Masami
Soranaka, ed Akira Maeda, i quali furono alcuni dei più famosi
lottatori professionisti giapponesi di quel periodo . Nel
1997, in
Giappone, l'interesse per questo sport sfocia nella nascita
dell'organizzazione di arti marziali miste
Pride
Fighting Championship.
Le MMA hanno ottenuto grande popolarità negli
Stati Uniti fino al
1993, quando
Rorion Gracie
creò il primo torneo detto Ultimate Fighting Championship (UFC).
Indubbiamente, la famiglia di Gracie ha giocato un ruolo importante
nella creazione di tornei aperti di valetudo e nella loro divulgazione
mediatica, rendendo popolare i tornei di MMA, come il famoso UFC.
Le arti marziali miste moderne hanno le loro radici in due stili di
lotta: le competizioni di
valetudobrasiliano,
e lo
shooto o
shootwrestlinggiapponese.
Queste ultime due discipline in seguito si sarebbero fuse, benché nate
separatamente (Il valetudo cominciò verso la fine del
1925, quando
il campione di
jiu jitsu brasilianoCarlson Gracie
chiese ad ogni concorrente di competere usando una sola specifica
tipologia di lotta - questa fu la cosiddetta "sfida dei Gracie", negli
anni successivi,
Hélio Gracie e
la
famiglia di
Gracie mantennero questa tradizione). In Brasile, esiste anche uno
stile di lotta detto "Luta Livre".
La Luta Livre non è la lotta libera olimpica essendo invece simile al
Catch Wrestling americano. La Luta Livre si sviluppo' comunque in
maniera del tutto autonoma, ed e' da sempre lo stile rivale del jujitsu
brasiliano nelle competizioni di valetudo. Per quanto riguarda lo
Shooto/Shootwrestling/Catch Wrestling, lottatori come Kazushi Sakuraba,
Enson Inoue e Rumina Sato hanno perpetuato questo stile in epoca recente
con eccellenti risultati. Rumina Sato vinse un incontro in soli cinque
secondi con una leva al braccio volante (vedi illustrazione all' inizio
di questo articolo). Enson Inoue sconfisse Randy Couture, vincitore di
cinque titoli UFC, e Kazushi Sakuraba si meritò il nomignolo di
"Cacciatore di Gracie" dopo aver sconfitto ben quattro membri della
famosa famiglia Gracie. Randy Couture è un esempio di un atleta che ha
sviluppato uno stile tutto suo, usando la sua esperienza agonistica di
lotta greco-romana, che si e' rivelata molto utile per sviluppare
tecniche vincenti nella fase di "clinch". Altro atleta di rilievo è
stato Frank Shamrock, che partendo dal pancrase (una forma di
shootwrestling)ha sviluppato un suo stile che lo ha reso uno degli
atleti più completi nel panorama di MMA.
Oggigiorno le competizioni di arti marziali miste si svolgono in una
maggiore sicurezza rispetto al passato: prima, infatti, le regole erano
molto poche, era ammesso quasi ogni tipo di colpo o di tecnica (nella
fattispece, gli unici colpi vietati erano quelli ritenuti "sleali":
colpi ai genitali e dita negli occhi) e l'unica "protezione" che veniva
usata erano i guanti (in alcuni casi, nemmeno quelli). Adesso invece
prima di ogni incontro un team specializzato di medici spalma sul viso
dei due combattenti una particolare pomata che serve a chiudere (in
maniera molto sommaria) i tagli che possono verificarsi sul volto;
inoltre nell'intervallo tra un round e l'altro i medici devono
controllare le condizioni dei lottatori e fermare l'incontro se
ritengono che uno di loro non sia nelle condizioni fisiche di continuare
il match. Per quanto riguarda le protezioni, è obbligatorio l'uso di un
paradenti, bendaggi sotto guanto e sospensorio. Alcuni colpi sono
vietati e per questo il concetto di combattimento vero e proprio ne
risulta un po' snaturato: ad esempio è vietato dare una ginocchiata in
volto all'aversario se questi si trova a terra o in ginocchio (cosa che
per molti combattenti risultrebbe quasi istintivo fare), non è permesso
colpire alla schiena o dietro la testa, per questo alle volte un
lottatore non si preoccupa troppo di esporre questi punti, cosa che
invece in un combattimento reale risulterebbe fatale.
A onor di ciò, il termine tecnico che si usa per indicare due lottatori
che si affrontano è match (ovvero abbinamento/incontro), anche se
spesso i telecronisti, per far scaldare il pubblico usano il termine
fight (combattimento).
Ciò nonostante le MMA riscuotono grande successo - basti guardare un
qualsiasi evento UFC: ci sono migliaia di spettatori ogni volta, e i
prezzi dei biglietti non sono sempre economici (infatti
Dana White, presidente della UFC, ha definito le MMA "The fastest
growing sport", che si può tradurre come "lo sport che sta crescendo più
velocemente"), i
lottatori, inoltre, benché limitati da regole nel combattimento, sono
comunque atleti di altissimo livello e intraprendono dure sessioni di
allenamento prima di ogni match.
In alcune federazioni esistono altre categorie come la Featherweight,
Bantamweight o Flyweight (sotto i 50 kg).
Il concetto di arti marziali miste si può riassumere nel pensiero di
Bruce
Lee:
"il miglior combattente non è un pugile, un karateka o un
judoka. Il miglior combattente è qualcuno che si può adattare a
qualsiasi stile di combattimento".
Un atleta di MMA quasi sempre si allena in più di una disciplina, per
essere preparato alla varietà di stili di lotta che ogni avversario
diverso può utilizzare; in linea generale ci si allena in almeno una
disciplina di "striking" (ovvero dove si usano principalmente colpi),
tipo
boxe,
kickboxing,
muay thai etc. e una di "grappling" (prevalenza
di prese), quali
grappling, ju-jitsu,
judo,
sambo o
wrestling
(inteso nella sua accezione anglosassone come lotta composta da leve
articolari, proiezioni e prese, escludendo di fatto la forma
teatralizzata che si intende comunemente in Italia col termine
wrestling).
Non esiste un'arte marziale migliore di un'altra, spesso ciò che
determina il risultato di un incontro, è la bravura del combattente
stesso, o l'efficacia dei suoi allenamenti (indipendentemente dall'arte
marziale), la condizione fisica e mentale in cui si trova al momento
dell'incontro.
Nell'anno 2010 la FILA (la federazione internazionale della lotta
olimpica) ha introdotto le MMA-COMBAT GRAPPLING che sono una forma di
Mixed Martial Arts (MMA) dilettantistica. La FILA è la prima federazione
sportiva internazionale riconosciuta dal
Comitato Olimpico
Internazionale (CIO) ad occuparsi di MMA.
Le MMA-Combat Grappling, per tutelare l'incolumità fisica dei
combattenti, prevedono delle regole più restrittive rispetto alle MMA
professionistiche e l’uso obbligatorio di equipaggiamento protettivo che
include casco protettivo per la testa, paratibie e guanti a dita
scoperte che permettono di afferrare l’avversario per l’applicazione di
tecniche di grappling.
Per quanto riguarda la sicurezza degli atleti, le statistiche dimostrano
che la frequenza di KO nelle competizioni di MMA è più bassa rispetto
alle competizioni di boxe e, da studi effettuati (Johns Hopkins
University), è risultato che nelle competizioni di MMA vi è un minore
rischio di lesioni traumatiche al cervello rispetto ad altri sport di
combattimento che prevedono colpi alla testa